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D'Attis: "Tutti i parlamentari del territorio lottino per salvare la Provincia di Brindisi"
lunedì 1 ottobre 2012

D'Attis: “Il Ministro Patroni Griffi ha escluso la possibilità di doppio capoluogo. Quindi bando alle polemiche personali: qui non si tratta di campagna elettorale. E allora tutti i parlamentari del territorio lottino per salvare la Provincia di Brindisi. Quelli del Pdl sono pronti a non votare la fiducia. Gli altri cosa faranno?”.


È evidente che il dibattito sul riordino delle Province è degenerato sia nei toni sia soprattutto nelle dichiarazioni a vuoto e fatte solo con l'intento di conquistarsi i titoli dei giornali. Personalmente sono disgustato e credo che anche questo argomento, come quello della "questione Enel" sia stato inquinato dalle stesse persone.


È evidente che i criteri della soppressione (popolazione ed estensione territoriale) non sono stati votati in Parlamento ma indicati dal Governo con un provvedimento successivo. È evidente che è bassa polemica politica prendere per bugiardi i parlamentari che non sono del proprio partito e che evidentemente hanno riferito quanto effettivamente accaduto in sede istituzionale.


È evidente che molto tardivamente il Presidente della Provincia di Brindisi ha eseguito ciò che il suo consiglio provinciale aveva deliberato che egli facesse, ossia opporsi in ogni forma alla soppressione e non invece, come ha fatto, mettersi alla rincorsa di ipotesi ogni giorno diverse senza ricavarne nulla. È evidente che il Sindaco di Brindisi ha completamente ignorato quanto il suo consiglio comunale aveva deliberato egli facesse. Non uno straccio di iniziativa giudiziaria amministrativa verso la decisione del Governo. Solo riunioni nelle quali ha prospettato decisioni frutto di scelte politiche di segreteria e non di intesa istituzionale come in questi casi servirebbe.


È evidente che la questione doppio-capoluogo è lontana dalla realtà come è evidente che la lettera al Presidente Monti è l'ennesimo lancio di propaganda elettorale che nasconde tutte le inefficienza strategiche e la insipienza dei risultati autocelebrati. È evidente, ora, che si è persa una leadership della città di Brindisi, senza guida forte e in grado di far scappare come pecorelle smarrite tutti gli altri comuni attorno. È evidente che ora siamo alla stretta e la possibilità che Brindisi conservi il capoluogo è remota in quanto Patroni Griffi ha escluso il doppio capoluogo di Provincia ma si è detto disponibile a dare un nome diverso alla nuova aggregazione. È evidente che nessuno di noi sa che fine fanno la Prefettura, l'Ufficio delle Entrate, le varie direzioni periferiche dello Stato e regionali che è la cosa che più a questo punto interessa.


Da tempo sosteniamo, senza enfasi e autoesaltazioni, che il territorio si può ancora difendere intervenendo in Parlamento con tutte le nostre forze. In quel Parlamento dove i criteri saranno ratificati o modificati rispetto alla impostazione del Governo sostenuto dal Pd, dal Pdl e da quell'UdC tanto caro ad alcuni "Masaniello" nostrani.


I "Muccio", i "Ferrarese" sono coloro che proprio come Masaniello agitano le folle contro il Re e poi scopri che ci vanno d'accordo. Proprio come con l'Enel, ad esempio. E francamente sono stanco di queste lezioni pubbliche di "saper fare", soprattutto quando a farle sono coloro che consapevoli o inconsapevoli, hanno favorito un sistema che condiziona settori importanti della società a proprio vantaggio.

 

La questione territoriale della nostra Provincia è cosa seria, non "roba da campagna elettorale". Aspettiamo con il nostro gruppo consiliare di poterci esprimere nella sede giusta, quella del nostro consiglio comunale che, ricordo, rappresenterebbe ancora la nostra città. Intanto non È detto che in Parlamento si possa fare qualcosa visto che tutto dipende dal Governo se porrà o meno la questione di fiducia. In questo caso i due Parlamentari del mio partito, Vitali e Saccomanno sono pronti a non votarla visto che si tratterà di un provvedimento esclusivamente sulle province, diversamente da quello del 7 agosto 2012 (Legge 135) che riguardava più argomenti, la spending review, appunto. Pertanto sono certo che loro, come prima, faranno la loro parte. E gli altri?

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